padre Aleksandr Men – Il senso della vita

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Il testo è un estratto di un’omelia pronunciata nel 1988 da padre Aleksandr Men’, sacerdote ortodosso russo, nella chiesa di Novaja Derevnja, alla periferia di Mosca.

Chi era padre Aleksandr Men’?

Aleksandr Men’ (1935–1990) è stato un sacerdote, teologo e scrittore ortodosso russo, noto per il suo impegno nel dialogo tra fede e cultura, scienza e spiritualità. Fu una figura carismatica nell’URSS degli anni ’70 e ’80, un periodo in cui la religione era spesso repressa dal regime sovietico.

  • Pensiero e opere: Scrisse numerosi libri, tra cui “Il Figlio dell’uomo”, un’introduzione al cristianesimo molto diffusa nel samizdat (editoria clandestina sovietica).
  • Dialogo con la modernità: Si confrontò con scienziati, artisti e intellettuali, cercando di mostrare che fede e ragione non sono in contraddizione.
  • Morte misteriosa: Fu assassinato nel 1990 con un’ascia, in circostanze mai chiarite, forse per il suo ruolo di mediatore tra cristianesimo e cultura.

Il senso della vita

L’anima ritorna a Dio. E questo pensiero deve farci meditare oggi non solo sulla morte ma sulla vita. Quanto ci resta da vivere? Dobbiamo vivere gli anni che ci rimangono da creature degne di essere creature di Dio, a immagine e somiglianza di Dio. Oggi siete bambini, domani giovani, dopodomani avrete i capelli bianchi. E il giorno dopo verranno a prendervi.

E questo è saggio: non sapere né il giorno né l’ora della nostra morte. Perché Cristo ci dice: “Siate sempre pronti, apprezzate, usate bene ogni giorno e ogni ora”. C’è poco tempo in questa vita. Quanto abbiamo dato del nostro lavoro, del nostro amore, della nostra pazienza, tanto abbiamo acquistato per l’eternità. Una persona che vive per sé, vive una vita vuota, mediocre, inutile.

La Sacra Scrittura ci dà solo due comandamenti: l’amore per Dio e l’amore per gli uomini. Anche uno che non capisce chi è Dio certamente sente che c’è un grande mistero che supera tutto il nostro universo, che guida tutto il cosmo. Come si fa a non amare questo mistero, che è la vita stessa? Tutte le cose meravigliose, misteriose e perfette che abbiamo davanti? Amare la vita, amare la natura che viene da Dio, amare la creazione, tutto ciò che esiste. La bellezza di Dio in ogni cosa, in ogni fiore, in ogni stella.

Per Dio non ci sono morti: sono tutti vivi. Per Dio ci sono solo vivi!

Padre Aleksandr Men’ – tratto da un’omelia pronunciata nel 1988 nella chiesa di Novaja Derevnja, nella periferia moscovita.

Approfondiamo il testo:

La riflessione di Men’ ruota attorno a tre temi centrali:

  1. La brevità della vita e l’eternità
    • Sottolinea che la vita terrena è fugace (“Oggi siete bambini, domani giovani, dopodomani avrete i capelli bianchi“), ma ciò che conta è come la viviamo.
    • “Quanto abbiamo dato del nostro lavoro, del nostro amore, della nostra pazienza, tanto abbiamo acquistato per l’eternità”: la vita ha valore solo se spesa nell’amore e nel servizio.
  2. I due comandamenti essenziali
    • Richiama la sintesi evangelica: amare Dio e amare il prossimo.
    • Anche chi non comprende Dio può percepire il mistero della vita, la bellezza del creato (“Come si fa a non amare questo mistero, che è la vita stessa?“).
  3. Dio come fonte di vita
    • Per Dio “non ci sono morti: sono tutti vivi“: una visione ottimista della morte come passaggio, non come fine.
    • La natura, l’arte, la bellezza sono riflessi della gloria divina (“La bellezza di Dio in ogni cosa, in ogni fiore, in ogni stella“).

Attualità del messaggio

Padre Men’ unisce mistica cristiana e sensibilità ecologica, anticipando temi cari a papa Francesco (ad esempio, l’enciclica Laudato si’). La sua spiritualità è incarnata, legata alla concretezza dell’esistenza, ma aperta all’infinito.

Se vuoi approfondire, ti consiglio:

  • “Aleksandr Men’: una testimonianza per il nostro tempo” (biografie e saggi su di lui).
  • “Il Figlio dell’uomo” (la sua opera più famosa, un viaggio nel Vangelo).

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