Don Luigi Maria Epicoco ha svolto una catechesi presso la Cattedrale di Ales (12/12/2025) proponendo una meditazione sul tempo di Avvento, incoraggiando gli ascoltatori a superare la religiosità abitudinaria e a collegare la liturgia alla vita concreta. L’obiettivo principale è la conversione dall’attesa dei propri sogni all’accoglienza delle promesse di Dio.
Il Pericolo della Mediocrità e dell’Ipocrisia
Molto spesso si vive la fede e l’anno liturgico per abitudine, scollegando i riti esteriori dal cuore e dalle decisioni più profonde. Vivere nell’abitudine senza aspettative rende le persone mediocri e le porta a sopravvivere anziché vivere, manifestando come sintomo peggiore l’infelicità, anche in presenza di famiglia, lavoro o salute. La grande domanda esistenziale posta dall’Avvento è: “Quali sono le attese della nostra vita? Per che cosa sto vivendo in questo momento?”,. Se non si aspetta nulla, si è come morti; per sentirsi vivi, bisogna ricominciare a dissotterrare un’attesa.
Sogni vs. Promesse
L’attesa può però cadere nell’ambiguità: non si è cristiani se si attende qualcosa (un lavoro, la guarigione, una relazione), ma si è cristiani se si attende Qualcuno (Gesù),. I sogni sono aspettative che nascono dal dialogo con noi stessi (“tra noi e noi stessi”),. Non è cristiano chiedere a Dio di realizzare i nostri sogni,.
Si comincia a essere cristiani quando si vive tutto in relazione a Lui. L’Avvento è il passaggio dalla dinamica dei sogni a quella della promessa: i sogni contengono la luce delle promesse di Dio, ma le promesse di Dio sono molto più grandi dei nostri sogni,. La vita è bella non perché piena dei nostri sogni, ma perché “traboccante della promessa di Dio”.
Esempi Biblici di Conversione
Il discorso utilizza diverse figure bibliche per illustrare questa conversione:
- Abramo: Sognava un figlio, ma Dio promise di farlo padre di una moltitudine, ampliando il suo sogno in una promessa,.
- Giuseppe d’Egitto: Soffriva ingiustizie e sognava vendetta o di smettere di soffrire,. Dio gli promise che sarebbe diventato causa di salvezza per i suoi fratelli e la sua gente, promettendo che il dolore non sarebbe andato sprecato,.
- Noemi: Sognava di morire dopo aver perso marito e figli. Dio le promise che quel dolore l’avrebbe fatta partecipare direttamente alla storia della salvezza (la discendenza da cui nascerà Gesù),.
- Zaccaria ed Elisabetta: Sognavano un figlio, ma Dio promise loro il precursore di Cristo, Giovanni Battista.
- Maria: Sognava di essere la “serva del Signore”. Dio promise di farla Madre di Dio e madre di tutti noi, superando la sua umiltà con una promessa più grande.
Vivere nella Promessa e la Presenza di Gesù
Il credente deve continuamente domandarsi quale sia la promessa di Dio sulla propria vita, specialmente nei momenti di dolore o successo,. Per scoprire questa promessa, è essenziale frequentare la Parola di Dio (il Vangelo) con costanza e umiltà, permettendo a Dio di parlare alla propria vita, proprio come fece Maria,,.
A differenza dei personaggi dell’Antico Testamento, i cristiani hanno la fortuna di sapere che ciò che aspettano è già accaduto: Gesù è già venuto e il regno di Dio è in mezzo a noi (l’Emanuele, Dio con noi). La sua presenza reale, non simbolica, è la nostra speranza, la nostra forza e l’unica cosa necessaria per vivere degnamente,. L’Avvento è quindi il ritorno a vivere delle promesse di Dio, e il Natale è il compimento di tutte le promesse,.