La Quaresima e il volto di Dio: come purificare la tua preghiera con Don Epicoco

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Don Luigi Maria Epicoco in questa riflessione spirituale rivolta ai sacerdoti, propone un percorso quaresimale strutturato intorno alle tre tentazioni di Cristo, rilette come sfide attuali del ministero.

Nel video evidenzia come la vicinanza alla grazia non esenti dalle crisi, invitando i pastori a non temere i propri bisogni umani, ma ad ascoltare la voce di Dio che parla proprio attraverso la fragilità e la fame interiore. Attraverso le pratiche del digiuno, della preghiera e dell’elemosina, il sacerdote è chiamato a ritrovare il vero volto del Padre e a vivere un amore gratuito, capace di superare la tentazione del controllo e del narcisismo.

La Quaresima viene così presentata non come una ripetizione rituale, ma come un’occasione unica per lasciarsi ricreare dallo Spirito nel bel mezzo delle tempeste quotidiane. In sintesi, l’autore esorta a trasformare ogni momento di desolazione in una storia di salvezza, riscoprendo il gusto profondo del proprio servizio ecclesiale.

Don Luigi Maria Epicoco, catechesi tenuta per il ritiro mensile dei sacerdoti in preparazione alla Quaresima a Pescara, 17 febbraio 2026.

[Dal video…]

In che modo l’immagine di Dio influenza la nostra preghiera?

L’immagine di Dio non è solo un concetto astratto, ma il cuore pulsante che determina la qualità e la natura della nostra preghiera. Secondo le fonti, la preghiera non deve essere intesa semplicemente come l’adempimento di obblighi o la recita di formule, ma come una relazione viva con Dio.

Ecco in che modo l’immagine che abbiamo di Lui influenza il nostro dialogo con il divino:

  • Determina l’atteggiamento interiore: Spesso proiettiamo su Dio immagini distorte derivanti dalla nostra storia personale o dalle nostre sofferenze. Se vediamo Dio come un “fanatico religioso”, un controllore o un giudice che suscita sensi di colpa e timore, la nostra preghiera diventerà pesante e opprimente. Questi sono definiti dalle fonti come “feticci” che appiccichiamo su Dio, ma che non corrispondono alla Sua vera realtà.
  • Influenza i frutti della preghiera: Il modo in cui preghiamo rivela quale Dio abbiamo davanti. Se la preghiera porta a gioia, pace, benevolenza e mitezza, allora stiamo relazionandoci con la retta immagine di Dio. Al contrario, se pregando ci sentiamo costantemente “sbagliati”, depressi o scoraggiati, significa che stiamo pregando in modo “diabolico”, basato su un’immagine errata e punitiva.
  • Trasforma la preghiera da “strumento” a “occasione di conversione”: Spesso usiamo la preghiera per cercare di tirare Dio dalla nostra parte o convincerlo delle nostre ragioni. Tuttavia, la vera preghiera cristiana è lo spazio in cui Dio converte la nostra immagine di Lui. Incontrando Gesù, la nostra visione deve passare dall’idea di un Dio che “usa la scure” (come inizialmente pensava Giovanni Battista) a quella dell’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo.
  • Restituisce il “gusto” del sacro: Quando l’immagine di Dio è purificata e allineata a quella di Gesù, la preghiera smette di essere quantitativa o schematica. Non si tratta più di “dire messe” o recitare salmi meccanicamente, ma di recuperare il gusto interiore per ciò che si celebra, sentendo la gratitudine che riempie il cuore.
  • Modella la nostra paternità e il ministero: L’immagine di Dio come Padre (così come vissuta da Gesù attraverso l’esperienza positiva con Giuseppe) è fondamentale. Se un sacerdote o un credente ha un’immagine distorta di Dio, trasmetterà agli altri un “fanatismo religioso” invece dell’amore gratuito.

In sintesi, la preghiera è il luogo della lotta contro gli idoli rassicuranti per aprirsi a un Dio che salva e che ci spinge a iniziare storie inedite.

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