Legami semplici: comunione

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“Cerchiamo un legame semplice con un Dio semplice”.
Noi celebriamo delle verità semplici: la mensa, il pane, il vino… la vita (il corpo e il sangue).

Gesù ci dice che vuole rimanere ciò che è sempre stato: uno che ha condiviso dei legami semplici con degli uomini semplici. Un modello di semplicità. Attenzione però a non rendere semplicista ciò che Gesù vuole semplice. Noi vogliamo semplificare Dio a modo nostro… e ciò crea gli idoli. Niente è più semplice di concepire Dio a nostra immagine.

Invece Gesù ci vuole come Lui. Anche se il pane (terra + lavoro) non è poi così semplice; e il Verbo è più semplice della carne, del corpo. Il Verbo si è fatto carne, senza perdere la sua semplicità. Il Verbo esce dalla bocca del Signore. Passa dalla bocca di Dio alla nostra. Il Verbo fatto carne compie lo stesso passaggio e noi riscopriamo che il nostro legame semplice con un Dio semplice è una sorta di “bocca a bocca”, un bacio attraverso il quale passa lo Spirito. E la semplicità è comunione.

Più siamo semplici, più facciamo esperienza di comunione, più ci riconosciamo appartenenti a un corpo solo. Più siamo semplici, più impariamo a riconoscere il vero pane che dà la vita. Abbiamo fame e sete di tutto ciò che può nutrire il nostro legame con il Cristo. Mi piace che il Sacramento abbia anche il nome di Comunione: comunichiamoci alla semplicità di questo Dio che si è fatto carne non solo per dimorare tra di noi, ma anche per farci dimorare in Lui.

(tratto da una omelia di Père Christiane de Cheregé, L’autre que nous attendons, 13/6/1993).

Questa che hai da poco letto è un’omelia del monaco Christiane de Cheregé, che riflette sul tema della semplicità nella relazione con Dio e sulla comunione come espressione di questa semplicità. Ecco i punti chiave:

  1. Legame semplice con Dio: L’autore sottolinea che Gesù desidera un rapporto autentico e semplice con gli esseri umani, libero da complicazioni o riduzioni idolatriche. La semplicità non deve essere confusa con il semplicismo, ovvero una visione superficiale di Dio.
  2. Il Verbo e l’Incarnazione: Il Verbo (la Parola di Dio) si è fatto carne in Gesù, mantenendo la sua essenza semplice. Questo passaggio da Dio all’umanità è descritto come un “bocca a bocca”, un’immagine che evoca intimità e trasmissione dello Spirito.
  3. Comunione come semplicità: La semplicità porta alla comunione, ovvero all’unione con Dio e con gli altri. Attraverso la semplicità, si riconosce il “vero pane” (Eucaristia) che nutre la vita spirituale.
  4. Eucaristia come Sacramento di Comunione: L’autore collega la semplicità al Sacramento dell’Eucaristia, che non solo rappresenta la presenza di Dio tra gli uomini, ma anche l’invito a dimorare in Lui.

In sintesi, il testo invita a vivere una fede autentica e profonda, basata sulla semplicità e sulla comunione con Dio e con gli altri, evitando riduzioni o distorsioni della figura divina.

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