Il cardinale Angelo Comastri condivide le sue memorie personali e le osservazioni su Santa Teresa di Calcutta, evidenziando la sua profonda spiritualità e il suo incrollabile impegno verso i poveri. Egli sottolinea l’influenza cruciale della famiglia di Madre Teresa, descrivendo l’amore e l’esempio dei suoi genitori come i fondamenti della sua personalità serena e della sua fede.
Il cardinale illustra il percorso di Madre Teresa, dalla sua chiamata interiore a servire i più bisognosi di Calcutta, superando le sfide e l’iniziale scetticismo. Il testo enfatizza come la sua vita di preghiera e carità abbia ispirato altri, inclusa la conversione di un giornalista ateo, e ribadisce il suo messaggio sull’amore come unica via per superare l’egoismo e la sofferenza nel mondo. Infine, Comastri celebra l’eredità di Madre Teresa, incoraggiando tutti a seguire il suo esempio di amore concreto.
Il video del Cardinale Angelo Comastri è una profonda e personale testimonianza sulla vita, le opere e gli insegnamenti di Santa Madre Teresa di Calcutta, basata sulla conoscenza diretta che il Cardinale ha avuto di lei per quasi trent’anni, a partire dal 1968. Comastri sente un dovere morale di trasmettere ciò che Maria Teresa gli ha insegnato con il suo esempio.
Ecco un’analisi più approfondita dei temi trattati:
La Morte di Madre Teresa e il Suo Messaggio Iniziale
Maria Teresa è morta a Calcutta il 5 settembre 1997, durante un violentissimo temporale che causò un blackout nella zona della sua casa, la “Casa del Cuore Immacolato”.
Una suora che l’assisteva commentò che la donna che aveva dato tanta luce in quel secolo era morta al buio, interpretando ciò come un messaggio del Signore: “si spegne una luce in questa terra, accendetela voi, continuate voi la sua missione”.
Il Cardinale ricorda le parole di Indro Montanelli, non molto religioso, il quale affermò che “se ci fosse una Madre Teresa di Calcutta in ogni continente gli atei scomparirebbero dalla terra e si vergognerebbero di esistere”.
Anche Pier Paolo Pasolini, dopo averla incontrata nel 1961, rimase colpito dalla “bellezza che affascina” trasparente sul suo volto, proveniente dall’anima, e sentì un “fascino diverso del cristianesimo”.
L’Importanza Fondamentale della Famiglia
Comastri sottolinea che non si può comprendere Maria Teresa senza la sua famiglia, definendola un “fiore meraviglioso” sbocciato in un “terreno santo”.
I suoi genitori si amavano profondamente e fedelmente, e questo amore fedele fu il “punto solido sul quale Maria Teresa ha potuto costruire la sua personalità serena, sicura, ottimista”.
Sua madre diceva: “Il più grande dono che un padre può fare ai propri figli è amare la loro madre”, e viceversa, sottolineando come l’armonia genitoriale trasmetta serenità ai figli. Maria Teresa stessa capì che “Dio è amore” osservando l’amore dei suoi genitori.
Il padre, un commerciante, portava a casa non solo doni, ma anche mendicanti dalla strada, dicendo ai figli: “sono nostri lontani parenti, sono finiti male, facciamo vivere loro qualche momento di serenità”. Questo esempio di carità concreta fu fondamentale.
La madre era conosciuta nel quartiere come “l’angelo di Skopje”, visitando i poveri e gli ammalati ogni settimana. Andava regolarmente a trovare una donna alcolizzata, File, che tutti rifiutavano, e Maria Teresa, ancora bambina, imparava lavando i vestiti sporchi di vomito di questa donna.
Nel 1919, il padre di Maria Teresa fu assassinato. La madre reagì con forza e fede, dicendo ai figli: “Ora la vita sarà più difficile, ma nessuna vendetta, nessun rancore. Se vogliamo l’aiuto di Dio dobbiamo moltiplicare la preghiera e la carità”. Questo episodio evidenzia la resilienza e la fede radicata della famiglia.
Quando Maria Teresa, a 18 anni, partì per l’India nel 1928, la madre le diede un addio commovente alla stazione, dicendo: “Agnese, Gesù ti chiama, non preoccuparti di me, non pensare a me, non voltarti mai indietro, vai sempre avanti”. Si salutarono per l’ultima volta a causa del regime comunista che impedì a Maria Teresa di tornare in Albania.
La Chiamata e la Fondazione delle Missionarie della Carità
Il 10 settembre 1946 è ricordato come il “giorno dell’ispirazione”: durante un viaggio in treno, Maria Teresa sentì una voce interiore che le diceva: “Teresa, ho sete. Ho sete dei poveri. Sono io che ti aspetto”. Lei rispose: “Gesù, farò quello che posso”.
Nonostante i dubbi del suo direttore spirituale, della sua superiora e dell’arcivescovo di Calcutta, che la ritenevano una “povera suora appena trentenne” in un “mare di miseria”, Maria Teresa perseverò.
Scrisse una lettera a Roma, al Cardinale Prefetto, datata 7 febbraio 1948, spiegando la sua chiamata a servire i più poveri tra i poveri, quelli che “nessuno vuole”, e a radunare altre anime per lo stesso lavoro.
Il 14 agosto 1948 arrivò la risposta. Due giorni dopo, il 16 agosto, Madre Teresa indossò il sari bianco con bordi azzurri (l’abito delle “donne paria indiane, le donne che non contano”) e iniziò la sua avventura tra i poveri.
Da quel momento, visse una “notte dello spirito”, non sentendo più la voce, ma provando grande sofferenza e la convinzione di aver fatto troppo poco. Il Cardinale Comastri interpreta questa prova interiore come una difesa dall’orgoglio e un richiamo alla sua piccolezza.
Il Lavoro con i Poveri e la Filosofia dell’Amore
Iniziò raccogliendo il primo agonizzante in una fogna a cielo aperto, un uomo scheletrico che morì poco dopo. Di fronte a questo, Madre Teresa rinnovò il suo “sì” a Gesù, dicendo: “Oh Gesù, in questo egoismo io seminerò l’amore”.
Il comune di Calcutta le offrì due grandi stanze vicino al tempio di Kali, che divennero il primo rifugio per i poveri. In poco tempo si unirono a lei le prime ragazze che aveva insegnato, formando il nucleo delle Missionarie della Carità.
La sua opera fu osteggiata da alcuni, come un bramino che la minacciò con un pugnale per aver portato un lebbroso nelle stanze. La sua risposta fu ferma: “Uccidimi se vuoi, ma tu hai già perso la battaglia. Tu non potrai mai fermare l’amore, perché Dio è amore e nessuno mai potrà fermare Dio”.
Il suo stile di vita si basava su “preghiera per riempirsi d’amore e i poveri per trasmettere l’amore”. Si definiva una “credente che pregando apre il cuore a Gesù” per portare l’amore di Gesù ai poveri. Sottolineava che “senza Dio siamo troppo poveri per poter aiutare i poveri”.
Racconta l’episodio di una donna lebbra, portata dalla fogna con un piede rosicchiato dai topi. La donna, stupita dalla cura di Maria Teresa, le chiese chi le avesse insegnato a fare così. Maria Teresa rispose: “Me l’ha insegnato il mio Dio, un nome stupendo: si chiama amore”. La donna morì poco dopo, avendo finalmente conosciuto Dio come amore.
L’Impatto sul Mondo e la Trasformazione attraverso la Fede
Nel 1969, il giornalista della BBC Malcolm Muggeridge, inviato a Calcutta per un documentario, rimase profondamente colpito. Vedendo la sofferenza disumana ma l’assenza di disperazione e i sorrisi dei poveri, chiese a Maria Teresa come fosse possibile vivere in un “inferno” senza disperarsi.
Maria Teresa rispose: “Mister, questo non è un inferno perché qui c’è l’amore. Dove c’è l’amore c’è il paradiso”. Mostrandogli poi la preghiera e la Messa delle suore alle 6 del mattino, spiegò che ricevevano Gesù nell’Eucaristia, ed “è lui che ci mette l’amore nel cuore, noi poi andiamo a portarlo a quelli che incontriamo”.
Muggeridge, dopo due anni di osservazione, si convertì al cattolicesimo e ricevette il battesimo a 78 anni nel 1982, convertito dalla “Messa vissuta”.
Nel 1979 ricevette il Premio Nobel per la Pace. Inizialmente riluttante ad accettarlo (per via dei guadagni di Nobel dalla scoperta delle mine), lo fece e si presentò con il rosario più grande che aveva, affermando: “Non è una provocazione, è semplicemente coerenza. Io non nascondo la mia fede e la Madonna appartiene a un patrimonio irrinunciabile della mia fede”.
Durante il ritorno dal Nobel, un giornalista le chiese cosa fosse cambiato nel mondo, dato il suo grande sforzo. Maria Teresa rispose sorridendo: “Io non ho la pretesa di cambiare il mondo… Io cerco di essere una goccia di acqua pulita nella quale si rifletta l’amore bello di Dio”. Invitò poi il giornalista e la sua famiglia a fare altrettanto, mostrando come anche una singola “goccia di amore” possa rendere il mondo migliore.
Nel 1985 fu invitata all’ONU, dove fu presentata come “la donna più potente della terra”. Lei rispose: “Io sono soltanto una povera suora che prega, e pregando Gesù mette il suo amore nel cuore. Io vado a portarlo a tutti i poveri che incontro”.
Ultimi Anni e Eredità
Comastri la rivide nel maggio 1997, pochi mesi prima della sua morte. Nonostante fosse affaticata e necessitasse di ossigeno, continuava a viaggiare per aprire case per i malati di AIDS a New York, alcolisti a Dublino, poveri sotto i ponti a Londra, e in molte altre città del mondo, inclusa Mosca, dove Gorbačëv le permise di aprire una casa con la cappella aperta al pubblico.
Maria Teresa disse a Comastri: “Ho soltanto un respiro, io lo devo spendere per fare del bene, perché quando morirò porterò con me soltanto la valigia della carità”.
Interrogata su quale fosse la persona più importante, rispose: “quella con la quale sto parlando”, enfatizzando la concretezza dell’amore.
Nonostante avesse incontrato personaggi importanti, come la principessa Diana (che lei chiamava “l’infelice Diana”), il Cardinale Comastri sottolinea come Madre Teresa vedesse tutti, anche i ricchi e potenti, come “mendicanti” dell’amore.
La “menzogna più diffusa” secondo Maria Teresa era quella che riguarda l’amore, perché “lo chiamate amore, ma amore non è”. Comastri cita l’esempio dei figli di John Lennon, che pur parlando e cantando sempre d’amore, non amò nessuno, perché “era incapace di amare, viveva soltanto per sé”. I santi, al contrario, sono i “veri maestri della vita”.
Il video si conclude con una preghiera a Madre Teresa, che ne riassume la missione: moltiplicare l’amore per i poveri, cercare i più deboli e abbandonati, e vedere il corpo di Cristo nei sofferenti, ricordando che la gioia si ottiene dando amore e spendendo la vita per gli altri.